Il libro di Aprile: Influencermania

Influencermania Copertina

Da Fashion Blogger a membro del consiglio di amministrazione di Tod’s.

Di chi stiamo parlando? Di Chiara Ferragni ovviamente!

La più famosa influencer italiana che in pochi anni ha saputo raccogliere attorno alla sua figura milioni di utenti grazie alla propria intraprendenza e alla sua grandissima abilità comunicativa. Chiara Ferragni si è costruita una reputazione degna di nota perché, con costanza e metodo, ha utilizzato i social network e il suo blog per raccontare sé stessa, la sua quotidianità e i suoi ideali senza filtri. 

Negli ultimi anni le aziende e i brand, consapevoli dell’enorme potenziale di queste nuove figure, se ne sono avvalsi in maniera crescente in un mercato che non sembra conoscere battute d’arresto, allocando parte del budget in una strategia di influencer marketing.

Per informarmi meglio sull’argomento ho deciso di leggere il libro Influencermania di Mariaisabella Musulin e Omar Rossetto.

Partiamo dal principio…

Chi è l’influencer?

È un termine utilizzato in ambito pubblicitario per indicare quelle persone che, essendo determinanti nell’influenza dell’opinione pubblica, costituiscono un target importante cui indirizzare messaggi pubblicitari, al fine di accelerarne l’accettazione presso un pubblico più vasto.

Grazie alla loro influenza positiva sui loro follower, sono in grado di guidare e anzi influenzare le scelte delle persone che li seguono. Queste figure sono i veri artefici dei nuovi trend ma possiamo anche definirli come degli opinion leader infatti, sono in grado di spostare gli equilibri da una parte all’altra a seconda dei contenuti che veicolano.

Viene spesso definita come la professione del nuovo millennio e i brand utilizzano il volto, la voce e i valori dell’influencer per aumentare la notorietà, rafforzare la propria reputazione online e i valori del marchio.

Immagine Decorativa Telefono

Ma gli influencer sono tutti uguali?

Negli anni ci sono state molte catalogazioni, una di queste di basa sulla fanbase e si suddivide in 4 categorie:

  1. Nano Influencer – sono tutti gli utenti che hanno un numero di follower compreso tra le 1000 e le 10.000 unità. Questa tipologia di figure spontanee e genuine, hanno tassi di engagement superiori rispetto alla media. I nano influencer possono essere retribuiti con scontistiche, test di prodotti o altri benefit.
  2. Micro Influencer – sono personaggi che hanno una fanbase che oscilla tra i 10.000 e i 100.000 follower. Molti di queste figure sono professionisti o esperti di un determinato settore o nicchia e di conseguenza, hanno dei follower molto targettizzati.
  3. Macro Influencer – sono caratterizzati da un ampio seguito, solitamente si aggira tra i 100.000 e i 500.000 follower, in alcuni casi possono arrivare anche al milione. Hanno avviato numerose collaborazioni con i brand e media del settore a cui si rivolgono ma, nonostante ciò, sono molto attenti alle realtà con cui stabiliscano le partnership dal momento che l’obiettivo primario per queste figure è offrire alle proprie audience contenuti di alto valore.
  4. Mega Influencer – possono essere definite anche celebrità o VIP. Questa tipologia di figure non ha una competenza specifica, generalmente arrivano dal cinema o dalla televisione e sono personaggi pubblici, in alcuni casi sono presenti anche persone che sono nate dal web e hanno saputo cavalcare la digital trasformation a loro favore.

Selezionare l’influencer giusto

La fase di ricerca e di selezione è fondamentale ma un brand quali metriche deve valutare per decidere effettivamente con chi collaborare?

La selezione degli influencer si basa su diversi criteri.

La fanbase è sicuramente importante, bisogna analizzare i follower dal punto di vista qualitativo per poter decidere se la figura è effettivamente in linea con gli obiettivi dell’azienda.

Un altro elemento fondamentale da analizzare è la reputazione degli influencer. È necessario individuare ed esaminare precedenti collaborazioni, un eventuale sito web ma ci si può anche affidare ai commenti sotto ai post per capire il sentiment degli utenti.

Tutti sappiamo bene perché l’engagement è importante, le imprese devono analizzare i contenuti che l’influencer ha condiviso sui social network per capire gli argomenti e i settori ai quali il pubblico è maggiormente interessato e, di conseguenza, decidere se è il target giusto per i valori che si vogliono trasmettere.

Infine, per un brand l’affinità è una caratteristica decisionale, l’influencer deve essere in linea con i valori dell’azienda o del prodotto perché altrimenti rivelerebbe inutile per la campagna di influencer marketing e potrebbe diventare anche controproducente.

Influencermania è un libro rivolto non solo alle aziende ma anche a tutti coloro che si stanno interfacciando per la prima volta al mondo dell’influencer marketing. Il libro offre consigli e alcuni suggerimenti molto utili che sarebbe meglio seguire per non cadere in errori dettati da leggerezza e mancanza di consapevolezza di questo nuovo mondo.

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